Zelensky sul palco di Sanremo

Questa di Zelensky al festival è l’ultima goccia che fa traboccare il vaso.

Oltre a fondere il macabro nucleare al frivolo dello spettacolo, ci fa capire come non solo molti dei nostri politici ma anche i dirigenti Rai e gli agenti di spettacolo sono solo tristi maggiordomi sul foglio paga di major musicali d’oltreoceano.

I passaggi di questa tresca sono ormai noti. Le direttive partono da Los Angeles per poi approdare a X-Factor di Londra, scivolare sul palco di «Amici» di Maria De Filippi per poi atterrare sul palco di Sanremo.

Allora ditemi, se l’autenticità, l’originalità è l’identità del paese sono ai minimi storici, a che minchia serve Sanremo se non a zavorrare la saccoccia dei lacchè di turno?

Se vi pesco ancora a pagare il canone della tele, vi faccio il pelo ed il contropelo.

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